Itinerante Inveterata

Amo perdermi nei vicoli di città sconosciute, nei corridoi silenziosi dei musei, nelle pagine vissute dei romanzi letti e riletti.

La mia bussola? Due parole che per me hanno sempre contato più di tutto: libertà e indipendenza.

Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle

Ho un bel ricordo de Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle. È stato il primo che ho comprato con i miei soldi, a soli nove anni, durante una fiera. L’ho letto in un battibaleno, rapita dalla tensione e dall’atmosfera gotica della brughiera e poi l’ho riletto innumerevoli altre volte rivivendo la storia con la mia immaginazione decine e decine di volte. Da quelle pagine ho conosciuto per la prima volta Sherlock Holmes, personaggio che mi ha conquistata al punto da spingermi a collezionare tutti i romanzi e racconti e a cercare negli anni film e serie TV con ogni attore che lo ha interpretato.

Un’antica maledizione sembra gravare sulla famiglia Baskerville, un cane spettrale terrorizza la brughiera e il nuovo erede della famiglia rischia di cadere vittima della leggenda. Holmes, con la complicità e il supporto del dottor Watson, indaga tra superstizioni e prove concrete per smascherare, anziché un fantasma, un colpevole in carne ed ossa.

Ho sempre amato il fatto che il personaggio di Sherlock Holmes esista anche grazie a Watson: uomo borghese, leale, onesto e l’unico vero amico dell’investigatore, ne è il contrappunto umano e l’interlocutore indispensabile. Colui attraverso il quale possiamo avvicinarci e talvolta comprendere i ragionamenti dell’investigatore. L’acume di Holmes nasce dal metodo fondato sulla scienza empirica, la deduzione logica, la raccolta minuziosa di dati e l’osservazione attenta — caratteristiche poi che hanno ispirato innumerevoli autori e personaggi investigativi a seguire.

Da questo primo incontro tra me e Sherlock Holmes è nato il mio amore per i gialli e i thriller, un genere che ancora oggi mi appassiona come allora, quando a nove anni, stringendo quel libro, non sapevo ancora che mi avrebbe aperto un intero mondo narrativo.

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